Una crociera sul Nilo non è soltanto un modo per spostarsi tra una città e l’altra dell’Egitto: è un viaggio attraverso oltre quattromila anni di storia. Navigare lentamente lungo il fiume che ha dato origine a una delle civiltà più affascinanti del mondo permette di visitare alcuni dei monumenti più importanti dell’Antico Egitto senza dover cambiare continuamente albergo, godendosi al tempo stesso panorami fatti di palmeti, villaggi rurali, feluche e tramonti indimenticabili.
L’itinerario classico di navigazione dura in genere 4 giorni e collega Luxor ad Assuan o viceversa, con soste nei siti archeologici più celebri del Paese. In genere l’intero viaggio comprende anche tre giorni al Cairo prima o dopo la crociera, estensibili anche con un’ulteriore settimana di vacanza nelle località costiere di Sharm el Sheikh o Marsa Alam. In alcuni casi è anche possibile navigare dal Cairo ad Assuan in una crociera di due settimane.
Il mio itinerario ha previsto 4 giorni da Luxor ad Assuan e poi tre giorni al Cairo. In questo articolo parlerò esclusivamente dei quattro giorni lungo il Nilo, accompagnandovi tappa dopo tappa alla scoperta di una delle esperienze di viaggio più emozionanti che abbia mai fatto.

Perché scegliere una crociera sul Nilo
A valle dell’esperienza personale vissuta anni fa, a parer mio la crociera rappresenta un ottimo modo per visitare l’Alto Egitto. Innanzitutto perché si può godere della navigazione lungo il fiume protagonista dell’intero viaggio, e già questa è un’esperienza a dir poco eccezionale, poi allo stesso tempo si ha la possibilità di visitare nel modo giusto anche i siti archeologici più importanti, alternando visite guidate e momenti di quotidianità egiziana.
Il ritmo lento della navigazione permette di comprendere davvero quanto il Nilo fosse fondamentale per la vita quotidiana degli antichi Egizi e perché lungo le sue rive sorsero città, templi e necropoli che ancora oggi raccontano una storia straordinaria.
Non manca l’aspetto naturalistico, perché durante la navigazione si osservano scorci unici, palmeti col deserto alle spalle e albe o tramonti mozzafiato.
Dal punto di vista del mezzo, i battelli sono molto accomodanti e sia il servizio cabine sia quello della ristorazione è di qualità abbastanza alta. In genere ci sono quattro ponti con aree comuni interne e circa una 60ina di cabine con oblò, infine un ultimo ponte dove si può uscire all’aperto dove c’è una piccola piscina, un solarium e qualche attrezzo da palestra.
Sul battello si mangia principalmente la sera, perché di giorno si è sempre in escursione e il cibo è davvero buono e tipico del posto con una scelta molto vasta.
Quando fare una crociera sul Nilo
Il periodo migliore va da ottobre ad aprile, quando le temperature sono più miti e rendono piacevoli le visite ai siti archeologici. Io ci stono stato a metà dicembre e la temperatura era davvero perfetta sia per visitare i siti archeologici, sia per usufruire della piccola piscina sul battello.
Nei mesi estivi il caldo può superare facilmente i 40 °C, soprattutto nella Valle dei Re e ad Abu Simbel, per questo è assolutamente da sconsigliare come periodo

Itinerario di Viaggio
Luxor: tutto comincia qui
La crociera sul Nilo a cui ho preso parte è iniziata da Luxor, antica Tebe, capitale dell’Egitto durante il Nuovo Regno. Sono arrivato lì in aereo in tarda serata, dopo aver ammirato dall’alto il riflesso delle luci sul Nilo che a sud del Cairo si snoda tra città e distese di deserto.
Pratiche veloci e autobus che nel buio della sera ha condotto tutti a bordo di uno dei battelli attraccati alla riva del fiume.
Giorno 1
La Valle dei Re: il regno dell’eternità
All’alba si sbarca dal battello e si raggiunge la riva occidentale del Nilo, dove si trova la celebre Valle dei Re. Lungo il percorso in bus si può ammirare l’intera vallata dove decine di mongolfiere fluttuano libere nell’aria creando uno scenario da cartolina.
In quell’area vicina alla riva del fiume ci sono distese verdi coltivate che mostrano quanto sia importante il fiume per il fabbisogno della popolazione che ci vive.

Una volta arrivati alla Valle dei Re, che fondamentalmente consiste in una zona rocciosa dove furono scavate le tombe dei faraoni del Nuovo Regno, nascoste tra le montagne per proteggerle dai saccheggi, è ancora oggi possibile entrare in alcune di queste sepolture e ammirare pareti ricoperte da colori sorprendentemente vivaci, nonostante siano trascorsi più di tremila anni.
Tra tutte spicca naturalmente la tomba di Tutankhamon, scoperta nel 1922 da Howard Carter, che continua ad attirare visitatori da tutto il mondo.
Poco lontano dalla Valle dei Re c’è anche il tempio funerario della regina Hatshepsut. E’ un edificio maestoso ai piedi di una grande roccia e al quale si accede attraverso una gradinata in salita, simil ad un grande ingresso trionfale.
Nel tragitto di ritorno verso il Nilo si passa per i Colossi di Memnone, eretti per stare a guardia dell’entrata del Tempio di Amenhotep, un grande centro di culto dell’antichità. Probabilmente a causa del surriscaldamento della roccia, il colosso di destra un tempo si racconta emettesse rumori, interpretati a suo tempo come il saluto della statua stessa.

Prima di imbarcarsi su una piccola barca e raggiungere l’altra riva del Nilo, si passa per una fabbrica di alabastro, un materiale utilizzato un tempo dagli egizi nell’ambito funerario. Gli artigiani ne mostrano la lavorazione e i bellissimi effetti della pietra alla luce.
Il templi di Karnak e Luxor
Dopo la zone funeraria, si passa con una barca sulla sponda orientale del fiume, dove ci sono i complessi templari di Karnak e Luxor.
Quello di Karnak è il più vasto edificio religioso mai costruito. Per oltre duemila anni ogni faraone aggiunse un nuovo elemento, trasformandolo in una vera città sacra.
La spettacolare Sala Ipostila, con le sue gigantesche colonne decorate da geroglifici, è uno dei luoghi più iconici dell’intero Egitto e lascia senza parole per le sue dimensioni.

Pochi chilometri più a sud si trova il Tempio di Luxor, collegato in passato a Karnak dal celebre Viale delle Sfingi, oggi in gran parte restaurato. Tra le tante e suggestive bellezze del complesso templare, c’è anche uno dei due obelischi gemelli in granito risalenti al faraone Ramses II. L’altro è quello che si può ammirare a place de la Concorde a Parigi.
Sono aree archeologiche molto grandi e quindi è necessario camminare abbastanza per visitarle, ma l’impatto è subliminale ed è un ottimo modo per iniziare questo viaggio lungo le meraviglie del Nilo.
La chiusa di Esna: un momento particolare della navigazione
Lasciata Luxor, la nave prosegue verso sud fino a raggiungere la chiusa di Esna.
Durante il tragitto che porta a Esna, dal battello si possono ammirare scorci stupendi della natura a ridosso del Nilo, alle spalle della quale la terra è arida, ma in prossimità del fiume il verde rigoglisce in tutto il suo splendore.

Ad Esna il livello del fiume cambia e le imbarcazioni devono attendere il proprio turno per attraversare il sistema di paratie. È uno dei momenti più curiosi della crociera. Non mancano decine di piccole barche si avvicinano alle navi proponendo souvenir e tessuti colorati ai passeggeri, in una scena vivace e caratteristica.
GIORNO 2
Il Tempio di Horus a Edfu
Il mattino dopo si raggiunge Edfu, dove sorge uno dei templi meglio conservati di tutto l’Egitto.
Per raggiungerlo si sale su una carrozza locale trainata da un cavallo. Un’esperienza molto particolare, perché si passa nel pieno centro della città dove una miriade di persone si muove da una parte all’altro del mercato, in una scena non troppo diversa dai mercati del medio oriente e dei paesi islamici in generale. Una scena che personalmente mi piace tantissimo, che sa di vero e genuino, non di turistico.

Il Tempio di Horus colpisce fin dall’ingresso grazie al gigantesco pilone monumentale e alle due statue del dio falco che sorvegliano l’accesso. Le sale interne conservano incisioni e rilievi perfettamente leggibili che raccontano miti, rituali religiosi e la lotta tra Horus e Seth, offrendo una preziosa testimonianza della religione egizia.

Kom Ombo: il tempio dedicato a due divinità
Proseguendo lungo il Nilo, nel tardo pomeriggio si arriva a Kom Ombo, uno dei siti archeologici più particolari del Paese ed è qualcosa di eccezionale visitarlo al buio con le luci che creano bellissimi effetti sulle mura e sulle colonne del sito.
Il tempio è dedicato contemporaneamente a due divinità: Sobek, il dio coccodrillo e Horus il Vecchio.
La sua struttura perfettamente simmetrica riflette questa doppia dedicazione e rappresenta un caso quasi unico nell’architettura egizia. Accanto al tempio si trova anche un piccolo museo che conserva numerosi coccodrilli mummificati, testimonianza del culto riservato a Sobek.

GIORNO 3
Assuan
L’ultima tappa della crociera è Assuan, città dal fascino completamente diverso rispetto a Luxor, oltre ad essere una vera e propria città.
L’atmosfera è più rilassata, il paesaggio è dominato dalle isole granitiche del Nilo e la cultura nubiana è ancora profondamente radicata.

Il Tempio di Philae
La prima tappa nella città di Assuan è il Tempio di Philae, dedicato alla dea Iside ed è uno dei monumenti più romantici dell’Egitto.
In seguito alla costruzione della diga di Assuan rischiò di essere sommerso dalle acque del lago Nasser. Grazie a una straordinaria operazione internazionale promossa dall’UNESCO, il complesso venne smontato pietra per pietra e ricostruito sull’isola di Agilkia, dove oggi può essere visitato.

La Grande Diga di Assuan
Successivamente si passa alla Grande Diga che rappresenta invece il volto moderno dell’Egitto. Costruita negli anni Sessanta, ha permesso di controllare le piene del Nilo, produrre energia idroelettrica e creare il gigantesco lago Nasser, modificando profondamente il territorio e la vita delle popolazioni locali che non hanno più dovuto gestire i momenti di piena del Nilo che inondava i campi.

Il villaggio nubiano
Tra le esperienze più autentiche della zona c’è la visita a un villaggio nubiano, da raggiungere su una piccola barca locale, grazie alla quale si ha anche un contatto molto più ravvicinato col Nilo e con alcuni scorci che si avvicendano nel tragitto tra le piccole isole che vi sono: tra tutte quella famosa detta Elefantina.
Le case colorate, i mercatini artigianali e l’accoglienza degli abitanti permettono di conoscere una cultura diversa da quella araba, con tradizioni, lingua e usanze tramandate da secoli. Mentre si passeggia nel villaggio nubiano, passano cammelli, ci sono vaste esposizioni di spezie e i bambini chiedono caramelle in regalo.
Molto bella l’esperienza attraverso la quale si entra nella casa del capo villaggio dove c’è anche una vasca di piccoli coccodrilli o anche nella scuola locale

GIORNO 4
Abu Simbel: il capolavoro di Ramses II
Il momento conclusivo e tra i più emozionanti dell’intera crociera è l’escursione ad Abu Simbel. Nel mio viaggio ci siamo arrivati in un breve volo e la vista improvvisa dei templi dopo l’ultima curva a sinistra del percorso a piedi, toglie il fiato.
Situata circa 280 chilometri a sud di Assuan, i due templi fatti costruire da Ramses II, sono tra le opere più spettacolari dell’umanità.
Le quattro statue colossali alte oltre venti metri che dominano la facciata sono ormai diventate uno dei simboli dell’Egitto.
Anche Abu Simbel fu salvato dalle acque del Lago Nasser grazie a un’impressionante operazione internazionale che ne trasferì l’intero complesso su una collina artificiale.

Con Abu Simbel termina questo itinerario lungo uno dei fiumi più importanti dell’umanità. E’ un viaggio ricco di esperienze, in una terra che sembra lontana pur non essendolo così tanto da noi italiani.
Un viaggio che consiglio senz’altro a chi vuole osservare un Egitto più autentico rispetto ad alcune mete balneari e meno caotico rispetto alle grandi città come il Cairo e Alessandria.


