Nell’isola di Cuba con Antonio

Cuba, Mar dei Caraibi, chi non ci ha mai pensato anche solo per un secondo? Quanti almeno per una volta nella vita non vorrebbero andarci? Per curiosità, per divertimento, per la musica, le belle donne, il mare e chi più ne ha più ne metta, Cuba è sicuramente una delle mete più ambite al mondo a prescindere dalla motivazione che possa portarci lì.
Molti conservano la possibilità di questo viaggio come il proprio sogno nel cassetto, qualcuno lo realizza, qualcuno no, qualcuno continua a conservarlo e prima o poi lo realizzerà.
Quando sono stato a Key West non potevo fare a meno di andare al Southernmost Point, dove si legge “90 MILES TO CUBA” e come negare che tutti in quel posto, dopo la foto ricordo, guardano il mare cercando invani sull’orizzonte quell’isola.

Antonio è uno di quelli che il sogno l’ha realizzato, senza accontentarsi come fanno in molti de L‘Avana, ma visitando tutta l’isola e quindi vivendo in pieno tutto ciò che può regalare quel posto, sia in positivo che in negativo.

L’abbiamo intervistato affinché si possa trarre dalla sua esperienza qualche buon consiglio per un futuro viaggio sull’isola di Cuba.


T82: Domanda d’obbligo…perché viaggi?

Antonio: Il viaggio per me è la scoperta di nuovi luoghi. Vedere posti che differiscono in usi e costumi dai tuoi, dove la vita è vissuta in modo diverso dalla tua. Ti arricchisce dentro, noti le cose positive e negative rispetto al tuo modo di vivere e di pensare. Andando in posti del mondo meno fortunati economicamente, capita anche di apprezzare di più quello che hai. È anche l’incontro con persone che hanno un’altra cultura, un’altra lingua, nonostante la difficoltà di dialogo. Significa assaggiare la cucina locale e provare piatti e cibi che non fanno parte del nostro modo di cucinare. Per me che amo cucinare, è una cosa magnifica. Dopo un viaggio all’estero, mi piace preparare piatti che ho mangiato in quei posti e con soddisfazione ho potuto constatare che sono riuscito a riassaporare i gusti provati in quei luoghi. È come un ritorno mentale a quei viaggi, ti torna in mente il luogo dove hai mangiato quel determinato piatto, di quel cameriere che ti ha servito, di persone che erano vicino al tuo tavolo e man mano colleghi altri ricordi a quelli.

T82: Il tipo di viaggio che preferisci

Antonio: Il mio viaggio ideale è quello che mette insieme cultura, mare e divertimento. La cultura mi è essenziale per conoscere la storia del paese che sto visitando. Il mare perché sono nato in una città di mare e ora vivo in una senza. E in estate lo considero un aspetto fondamentale nei miei viaggi, anche se dovessi vederlo solo per un giorno in una vacanza intera (quando è possibile). Il divertimento invece lo intendo come qualcosa di ludico, da una semplice partita a carte all’andare a ballare.

T82: Perché hai scelto Cuba?

Antonio: Cuba è nell’immaginario collettivo il luogo dove convivono musica, ballo, sole, mare e belle donne. Per chi come me balla i caraibici, Cuba è un po’ la meta ideale per un viaggio. Da anni, un viaggio a Cuba, è stato il mio sogno nel cassetto. Andare nel posto dove è nata la musica e il ballo che mi hanno arricchito molto, è stata la mia vacanza ideale. Come dicevo prima lì ci sono musica, ballo, mare, gente che ha sempre il sorriso sulle labbra nonostante la loro la vita non sia semplice.

T82: Perché consiglieresti un viaggio a Cuba?

Antonio: Innanzitutto elencherei le motivazioni date prima, ma anche perché Cuba è un paese unico nel modo di vivere. L’embargo da parte degli Stati Uniti, ha costretto la popolazione ad arrangiarsi. I cubani si inventano di tutto e anche le bellissime auto degli anni 50 che si vedono in giro a L’Avana sono frutto della loro capacità di tenere “in vita” queste perle di meccanica, non avendo la possibilità di acquistare pezzi originali. È uno dei pochi paesi al mondo dove l’ideologia del comunismo è ancora viva, anche se i giovani d’oggi hanno idee diverse e suggerisco di andarci il prima possibile, essa sta cambiando e anche rapidamente. Chi l’ha visitata 20 anni fa nota questo aspetto e con la fine dell’embargo ci saranno ulteriori variazioni nella vita economica e sociale dell’isola. Probabilmente diventerà più simile agli altri paesi occidentali. Chissà se sarà un bene per il popolo oppure no, io spero che ci siano miglioramenti e che non aumenti il divario tra povero e ricco. Magari la possibilità di avere un’istruzione, che sia ancora garantita come adesso.

T82: Descrivici il tuo percorso

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Itinerario

Antonio: L’itinerario parte dalla capitale, L’Avana, la città più grande e più moderna dell’Isla Grande, nonostante ci siano tanti edifici decadenti. E con il magnifico Malecon, il lungomare della città lungo 8 km.

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Malecon

Tra gli edifici da segnalare c’è il Castillo del morro, fortezza situata all’ingresso della baia della città, da dovesi può ammirare L’Avana frontalmente, la cattedrale del XVIII secolo, il Capitolio e la famosa Plaza de la Rivolucion.

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Plaza de la Rivolucion

Poi ci sono famosi bar-ristoranti come la Bodeguita del Medio dove all’ingresso, vicino al bancone del bar, si esibiscono artisti con musica del vivo e all’interno ci sono tante stanze colorate suddivise su 2 piani, con pareti tappezzate con foto di personaggi famosi, firme e pensieri scritti dai clienti.

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la Bodeguita del Medio

Altro bar famoso è El Floridita, dove è stato inventato il daiquiri e tra i clienti abituali c’era un “certo” Hemingway (c’è una sua statua a grandezza naturale appoggiata al bancone del bar)

cuba viaggio Hemingway

Hemingway al bar El Floridita

Da L’Avana il percorso continua verso sud lungo la costa meridionale, raggiungendo la baia dei porci, dove avvenne il famoso sbarco da parte dei anti-castristi aiutati dal governo statunitense e dove si può fare un bagno in mezzo a centinaia di pesci.

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Snorkeling alla baia dei porci

Si prosegue nella città di Cienfuegos e la stupenda cittadina di Trinidad  in perfetto stile coloniale, patrimonio universale dell’ UNESCO.

cuba viaggio Cienfuegos

Cienfuegos

Qui c’è una lunga rampa di gradini dove a metà c’è uno spazio piano in cui la sera (per 365 giorni all’anno!) si tengono concerti dal vivo di gruppi cubani con tanto di spettacoli e possibilità di ballare. Pavimento disconnesso, ma l’atmosfera e una bella rueda con i cubani rendono la serata indimenticabile.

Poi primo bagno nel Mar dei Caraibi a Playa Ancon.

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Playa Ancon

Il viaggio tocca Valle de los Ingenios, tenuta coloniale con una torre dove i proprietari controllavano i lavoratori e dalla quale si può ammirare il panorama per chilometri, osservando gli abitanti intenti nella loro vita quotidiana.

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Valle de los Ingenios

La città successiva è stata Sancty Spiritus, molto affollata, visitando il mercato cittadino. Dopo tanti chilometri si raggiunge Camaguey anche questa cittadina con case colorate, così come la seguente Bayamo.

cuba Bayamo

Bayamo

Tappa successiva è il Santuario del Cobre, luogo di culto dei cubani, dove è conservata la statua della Virgen de la Caridad del Cobre, patrona di Cuba. Si racconta che nel 1612 nel mezzo di una terribile tormenta in mare tre pescatori spaventati da quello che sembrava essere un inevitabile naufragio si inginocchiarono chiedendo pietà a Dio. All’improvviso intravidero qualcosa in mare e videro una statua lignea rappresentante l’immagine di una Vergine meticcia con il bambin Gesù in braccio. Appena collocata la statua nell’imbarcazione, il mare si calmò e tornati sulla terraferma, la popolazione diede il benvenuto alla statua della Virgen, loro salvatrice chiamata poi Virgen de la Caridad del Cobre. La chiesa è adornata di girasoli portati dai fedeli, dove il colore giallo è associato al mantello della Vergine.

Si raggiunge poi Santiago de Cuba, seconda città dopo L’Avana. E’ previsto per il giorno seguente un discorso in piazza di Raul Castro in occasione dell’anniversario della rivoluzione.

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Santiago de Cuba

Bella la Casa della trova, luogo dove si può ascoltare musica del vivo in qualsiasi ora del giorno e la notte si trasforma in sala da ballo.

Casa della trova cuba

Casa della trova

Da segnalate la fortezza de El Morro e il cimitero dove sono sepolti molti personaggi famosi come Josè Martì, leader dell’indipendenza cubana e Compay Segundo, musicista e compositore. Si tocca poi Playa Yacabo, spiaggia deserta e mare con belle onde.

L’itinerario continua attraversando un tratto pieno di vegetazione e si raggiunge Baracoa, capitale della produzione del cacao e città più antica di Cuba, luogo dove sbarcò per la prima volta Cristoforo Colombo.

Baracoa cacao cuba

Cacao a Baracoa

Dopo aver fatto una breve tappa ad Holguin con tanto di giro in un “carro” (taxi con auto anni 50), si ritorna al mare toccando Playa Santa Lucia, bella spiaggia bianca e mare stupendo (peccato per la presenza di alghe) e barbiere sulla spiaggia per un taglio a pochi passi dal mare.

Poi si risale verso nord raggiungendo la cittadina di Moron, base per poter raggiungere il giorno dopo Playa Pilar, situata sull’isola di Cayo Guillermo, raggiungibile tramite una strada costruita per unire l’isola alla terraferma. Qui non ci sono parole per descrivere i colori del mare in tutte le sue sfumature.

Playa Pilar cuba

Playa Pilar

Ritornati a Moron, si riparte verso nord, facendo una sosta alla spiaggia di Caibarien, non degna di qualche nota e raggiungendo Remedios, famosa per la festa delle Parrandas che si svolge la sera del 24 dicembre, dove si sfidano due quartieri della città in una gara di fantasia espressa nella realizzazione di carri luminosi e costumi che sfilano per le strade cittadine, tutto accompagnato da musica, balli e fuochi d’artificio.

Remedios parrandas cuba

Remedios

Si raggiunge poi Santa Clara, famosa per il mausoleo di Che Guevara, dove ospita i resti di Ernesto Guevara e i suoi compagni caduti in Bolivia. Qui si svolse la battaglia di Santa Clara, importante vittoria per i castristi nella guerra contro lo Stato cubano. In memoria di quanto accaduto, c’è un museo a cielo aperto dove si possono ammirare le carrozze del treno che fu fermato da Che Guevara e i suoi seguaci, che trasportava militari e una gran quantità di armi, contenuto che venne sequestrato.

che guevara cuba

Mausoleo di Che Guevara a Santa Clara

Ultima tappa è il ritorno a L’Avana.

T82: Il luogo che ti è piaciuto di più

Antonio: L’Avana e Trinidad per il suo stile coloniale

T82: Il luogo che ti è piaciuto di meno

Antonio: Non saprei dire un luogo specifico, ma mi ha un po’ deluso Baracoa, solo perché alcuni cubani l’avevano descritta come stupenda e invece era un po’ malmessa, ma c’erano dei lavori di riqualificazione. In ogni caso è degna di essere vista più di altri luoghi in cui mi sono fermato.

T82: Qual è a tuo avviso la differenza nel visitare solo L’Avana e l’intera isola?

Antonio: L’ Avana è la città più moderna e turistica di Cuba, ci sono tanti luoghi da visitare e vivere. È molto commerciale. Visitare solo quella città significa non entrare nel vero spirito cubano, che si avverte molto in altri luoghi dell’isola. Per esempio anche in una città grande come Santiago, si incontravano piccoli gruppi di musicisti che suonavano e cantavano per le stradine del centro abitato.

T82: Come è  stata la tua esperienza con i cubani e la loro accoglienza

Antonio: Quello cubano è un popolo molto solare, con voglia di vivere. Ho trovato sempre persone disponibili.

T82: Cosa è indispensabile portare in un viaggio del genere

Antonio: Macchina fotografica e maschera subacquea

T82: Casa particular, cosa ne pensi?

Antonio: Alloggiare nelle case particular è il modo giusto per assaporare la vita dei cubani, la loro quotidianità, il loro cibo. Per chi va ad alloggiare in mega-lussuosi hotel in luoghi tipo Varadero, può dire di essere andato a Cuba, ma di non averla vissuta. Indimenticabili sono le cene preparate da loro sulle terrazze delle case, a base di aragoste e pesce, accompagnate in alcuni casi da musica dal vivo coi musicisti del luogo chiamati per rallegrare la serata. Oppure le colazioni di frutta esotica (che nulla a che vedere con quella che troviamo in Italia) e le uova cucinate in vari modi, sempre presenti la mattina.
Un ricordo piacevole è stata la colazione a Trinidad, servita nella cucina che dava nel piccolo giardino interno della casa e preparata dalla “nonnina” che raccontava in spagnolo della sua famiglia durante la colazione, mentre nel giardino c’era una nipote che faceva il bucato a mano.

Un altro ricordo piacevole che mi torna alla mente è la presenza di sedie a dondolo in legno  all’ingresso delle case, rivolte verso l’esterno: di sera i cubani amano sedersi lì, chiacchierare per ore, osservando il passeggio in strada.

dondolo cuba

T82: Cosa ti lascia dentro un viaggio del genere?

Antonio: Felicità, bellezza della natura e delle relazioni umane

T82: Torneresti ai caraibi? Per visitare cosa?

Antonio: Senza alcun dubbio. Bahamas, Giamaica, Repubblica Domenicana, Portorico e un ritorno a Cuba.


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