Museo di Pietrarsa, a spasso nella storia delle ferrovie – Itinerari Vesuviani

Pietrarsa non è una città, ma un’area situata dove il quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio confina con i comuni di Portici e San Giorgio a Cremano. Questo nome è dovuto all’eruzione vesuviana del 1631 (famosa per il miracolo di San Gennaro), in cui la lava arrivò fino alla costa trasformando quella che allora era nota come zona di Pietrabianca, in “pietra arsa” e quindi Pietrarsa.

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Padiglione A visto dal litorale di Portici

Ma Pietrarsa non è tanto nota per l’eruzione, quanto per la sua storia ferroviaria.

Fu qui infatti che re Ferdinando II di Borbone fece costruire il “Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive” nel 1840, cioè nell’anno dopo in cui fu inaugurata la prima ferrovia italiana sulla tratta Napoli – Portici, percorsa dalle locomotive Vesuvio e Bayard.

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Statua di Ferdinando II di Borbone

Eccellenza agli occhi del mondo fino alla metà dell’800, nel 1863 la fabbrica viene affidata alla ditta Bozza subendo un breve ma intenso declino. Nel 1877 entra in gioco l’Ing. Dionisio Passerini che riesce a mettere in sesto l’azienda, specializzandone strumentazioni e operai. In quegli anni a Pietrarsa venivano costruite locomotive destinate a tutta la rete ferroviaria italiana.

All’inizio del 900 Pietrarsa passa in mano al Regno d’Italia, la cui gestione continua i miglioramenti iniziati da Passerini, con azioni di ammodernamento degli impianti di costruzione. Purtroppo il secondo dopoguerra segna l’epilogo della fabbrica ferroviaria di Pietrarsa, complice anche l’avvento di locomotive a Diesel ed elettriche, che comportò l’estinzione di quelle a vapore.

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Padiglione A

Dopo la chiusura definitiva avvenuta negli anni 70, si pensò in Italia ad un Museo Nazionale delle Ferrovie e quale luogo storico più adatto allo scopo di quell’area di 36mila mq lasciata abbandonata? Infatti nel 1977 nasce il Museo delle Ferrovie Italiane, ma solo nel 1989 si può ritenere quell’area un vero e proprio museo, in concomitanza dell’anniversario dei 150 anni della Napoli – Portici.

Negli ultimi anni, grazie alla Fondazione FS Italiane, il Museo di Pietrarsa è migliorato tantissimo e non vive più nell’ombra che ha contraddistinto la sua poca notorietà negli anni 90 e all’inizio del nuovo millennio. Quando spesso nemmeno gli abitanti vesuviani ne sapevano l’esistenza o al massimo ne avevano sentito parlare vagamente.

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Riproduzione della locomotiva Bayard

L’ingresso al Museo di Pietrarsa coincide con l’attuale stazione di Pietrarsa – San Giorgio a Cremano, quindi la maniera più semplice per raggiungerlo è il treno, anche perché raggiungere il museo in tal modo consente uno sconto sul biglietto di ingresso.

L’area museale comprende il vasto spazio all’aperto, che si affaccia a pochi metri dal mare sul golfo di Napoli e numerosi padiglioni (dalla lettera A alla G) che racchiudono al loro interno tantissime locomotive storiche, da quelle a vapore a quelle elettriche, attraversando tutta la storia dei treni del territorio italiano dal 1840 ad oggi. Non mancano le strumentazioni dei treni, quelle delle officine, l’oggettistica legata alle ferrovie e anche tanti plastici.

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Plastico

Fantastica la ricostruzione della locomotiva Bayard, così com’era nel 1839 e la pensilina Fiorenzuola a pochi passi dall’imponente statua di Ferdinando II, entrambe restaurate da poco.

Infine non potete perdervi il viaggio virtuale a bordo della Bayard, una delle ultime attrazioni del museo compresa nel prezzo del biglietto. Se poi siete davvero fortunati, potreste trovarvi nei giorni in cui c’è il “Pietrarsa Express”, ovvero il trenino storico che percorre il tratto Napoli – Pietrarsa. Date un’occhiata sul sito ufficiale del museo per verificare le due date mensili in cui è previsto questo evento.

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Interno di un vagone

Il Museo di Pietrarsa è un unicum in Italia e vi consiglio vivamente di visitarlo in una vostra visita a Napoli…ne resterete molto felici e soprattutto impressionati dalla quantità di cose da vedere. Lo consiglio soprattutto a chi ha bambini piccoli, solitamente molto affascinati dai treni. La distanza dal centro di Napoli è di pochi km e una visita in tranquillità non toglie più di una mattinata.

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Area esterna del museo


Per info dettagliate e aggiornamenti: sito ufficiale

Come raggiungere il Museo di Pietrarsa:

in auto: uscita autostradale San Giorgio a Cremano sulla NA-SA (parcheggio per i visitatori a pochi metri dall’ingresso)
in treno: fermata FS Pietrarsa – San Giorgio a Cremano


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