about me

CHI SONO

Salvatore Esposito classe 1982, nato e cresciuto a Torre del Greco, città tra il Vesuvio e il centro del golfo di Napoli.
Laureato e impiegato nell’ingegneria delle telecomunicazioni, nel mio tempo libero convivo con molteplici passioni tra cui lo sport, il ballo, la fotografia, la lettura, il collezionismo ed ovviamente il viaggio. Sono impegnato anche nella promozione turistica della terra vesuviana, attraverso l’associazione Wesuvio, della quale sono uno dei soci fondatori.

 

LA MIA FOTOGRAFIA

“Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento” (Henri Cartier Bresson)

Non sono un fotografo, la mia è solo passione senza aspirazioni professionali, è puro piacere di scattare. Probabilmente è anche una sorta di patologia dato che scatto in quantità tali da far concorrenza ad un turista orientale. La fotografia, come la intendo io, è la possibilità di andare contro natura, di avere cioè il permesso di cogliere un tempo “presente” che di fatto non esiste e conservarlo in una vita quotidiana dove passato e futuro si combattono. E’ la possibilità di portare con se la propria vita, guardandola con gli stessi occhi di quel momento in cui è avvenuto lo scatto. Per questo ritengo che il valore di una foto è qualcosa che solo chi l’ha scattata può quantizzare. Un estraneo potrebbe solo apprezzarne i colori, la tecnica, il soggetto, ma non avvertire i profumi, gli odori, lo stato d’animo, i rumori che rivive nel guardarla solo chi l’ha scattata.
Difficilmente fotografo oggetti, preferisco paesaggi, luoghi metropolitani o momenti di vita quotidiana. Uno dei miei tanti sogni è quello di pubblicare un libro di reportage di un viaggio in Africa o nel sud est asiatico. Amo guardare i lavori dei grandi fotografi di reportage come Maria Stenzel, Steve McCurry, Ferdinando Scianna e, il mio preferito, Henry Cartier Bresson.

 

IL MIO VIAGGIO

“Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma” (Bruce Chatwin)

Per la maggior parte delle persone, il viaggio è inteso come condizione di piacere, ma in alcune di esse può diventare anche qualcosa di necessario. Personalmente viaggio perché mi fa bene, mi fa stare meglio, mi fa tornare a casa più ricco di prima. E’ qualcosa di terapeutico che non riuscirei a rimuovere dalla mia vita, perché sarebbe come rimuovere la vita stessa. Il piacere non è solo nel momento del viaggio ma anche nella preparazione e nel ricordarlo successivamente.
Per una persona molto curiosa, il viaggio è la soddisfazione massima, nel viaggio aumentano le risposte e le domande, si apprezzano le proprie fortune e ci si arrabbia per le proprie sfortune, si impara ad amare ed odiare sia il sole che la pioggia, il mare e la montagna, il deserto e la metropoli. E’ un bombardamento di opposti che allargano la mente e la rendono elastica ad affrontare qualsiasi circostanza, creando nella persona un grande spirito di adattamento.
Pur consapevole delle bellezze della mia terra, preferisco andare lontano. Più la meta è lontana, più sono felice. Non per la bellezza del posto ma per la diversità che ritrovo in quella terra rispetto alla mia, dove per diversità intendo costumi, cibo, società, lingua, modi di fare.
A parte questa estrema preferenza, la sola azione di preparare una borsa o una valigia mi fa felice, ovunque sia la meta. Amo visitare città note, borghi dimenticati, parchi naturali, luoghi di mare e di montagna, d’estate e d’inverno. Ho piacere nel viaggiare con qualsiasi mezzo di locomozione, lentamente con i miei piedi e velocemente con un aereo. Provo piacere nel passeggiare in un deserto, ma anche nell’entrare in un locale super affollato con musica a palla, nel dormire in una tenda lungo un sentiero selvaggio, ma anche nel salire su una nave da crociera navigando con comfort.
Qualsiasi viaggio non lo strutturo mai tale da restare troppo a lungo in un singolo posto. Se ho più di una settimana a disposizione non visito mai una singola città o un luogo, ma una zona intera, anche se dovesse essere in alcuni casi una sorta di toccata e fuga. Non resisto più di un weekend nei “luoghi di relax”, che nel mio caso diventerebbero “luoghi di depressione”, tipo villaggi turistici, residence “multi-stellati” con SPA e piscina. Magari inserirli in un lungo tour per spezzare il ritmo può farmi bene, ma senza fermarsi oltre.
Non sogno un viaggio specifico. Il mio sogno è quello di visitare quanti più luoghi possibili.
Il continente che amo di più è l’Africa, la città è New York, il luogo che mi incuriosisce di più è il sud est asiatico, quello di meno è…il corridoio di casa! 🙂

 

PERCHE’ UN BLOG

L’idea di un blog che potesse mettere insieme viaggio e fotografia non è qualcosa di recente, ma per portare avanti un progetto bisogna aspettare i tempi giusti. Qualche anno fa non avrebbe avuto molto senso, sia per poco materiale fotografico, sia per la quantità di viaggi effettuati, ma anche perché un blog, se vuoi che sia utile ed interessante, non si improvvisa ma va pensato, studiato e necessita di un periodo più o meno lungo in cui guardarsi intorno, cercare, leggere e imparare anche dagli altri.
Allo stesso tempo mi capita da anni che in famiglia, tra amici, ma anche su molti siti noti, mi adopero con recensioni e consigli di viaggio e molte persone più volte mi hanno chiesto di creare un sito o un qualcosa dove poter trovare informazioni o prendere qualche spunto.
Tutto questo però non è abbastanza per mettersi in gioco, non si può creare un sito e “perderci tempo” a scrivere solo perché l’amico o il parente di turno ti ha chiesto di controllargli i voli o consigliargli quale albergo prenotare.
La principale motivazione che mi ha spinto a creare un blog di viaggi è quella di informare e allo stesso tempo condividere emozioni su quello che può essere sia un lungo viaggio, sia una semplice gita di un giorno, con lo scopo di creare interesse, curiosità e spronare quante più persone a fare lo stesso.
Nel muoversi verso un luogo ci vedo qualcosa di educativo, qualcosa che può rendere migliori le persone e rendere migliori le persone significa migliorare la società.
Parlare di viaggi significa conoscere, fare esperienza, imparare dagli altri, ma anche uscire dai pregiudizi, aprire la propria mente e soprattutto vivere.